I borghi dell'entroterra

La Val Nervia racchiude al suo interno, oltre a scorci di natura incontaminata, molti borghi fiabeschi sospesi tra cielo e terra. In un'area di pochi chilometri rispoetto al poggio Barbaira si possono visitare alcune località fra le più caratteristiche della Liguria.

Apricale

Questo piccolo comune arroccato sulle colline imperiesi è famoso per essere stato insignito della Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano che lo ha nominato tri i borghi liguri più belli d'Italia.
L'origine del borgo sembra risalire all'età del bronzo, Anche se esso venne ufficialmente fondato intorno al X secolo dai conti provenienti da Ventimiglia, passando poi nel 1276 ai Doria, signori di Dolceacqua.
Proprio in questo periodo vedono la luce i primi statuti comunali, tra i più antichi della Liguria, volti a sancire l'indipendenza e la costituzione di Apricale in Libero Comune.

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Perinaldo

Il borgo sorse intorno all'anno 1000 con il nome di Podium Rainaldi, toponimo dal nome del suo fondatore Rinaldo dei conti di Ventimiglia che sottopose il paese alla Signoria di Dolceacqua. Il territorio fu in seguito acquistato nel 1288 da Oberto Doria che cederà il feudo a Carlo III di Savoia nel 1524. Nel 1640 i frati dell'Ordine di San Francesco, insidiatesi nel paese, sostituirono la coltivazione dell'ulivo olivastro nell'attuale varietà taggiasca ancora in atto.
Caratteristico di questa locilità è il " Santuario della Visitazione", costruito nel XVII secolo sul poggio detto " del reo ", poco lontano dai resti di un preesistente oratorio. La tradizione popolare lo vuole "orientato sul meridiano" (anche se oggi sappiamo che se ne discosta di circa 6°30') su proposta di Giovanni Domenico Cassini. In realtà non esiste a tutt'oggi una documentazione che certifichi la data della sua costruzione, né tantomeno la partecipazione di Giovanni Domenico Cassini a tale opera.
La chiesa è anche detta della Madonna del Poggio dei Rei questo perchè, secondo la leggenda locale, chi confessava al parroco i propri peccati veniva mandato qui ad espiare le proprie colpe. Sempre secondo i racconti locali il penitente doveva rimanere il ginocchio dal tramonto fino al mattino seguente sopra semi di granoturco sparsi davanti alla porta.
All'interno della chiesa è stata realizzata una grande meridiana a camera oscura: l'immagine solare entra nella chiesa da uno piccolo foro di 15 mm e si proietta al mezzogiorno solare su una linea meridiana che attraversa tutta la chiesa. La Meridiana della Visitazione è fra le più grandi esistenti e la più grande realizzata dalla fine del 1800.

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Buggio

Le origini di questa piccola località, frazione del comune di Pigna, si perdono nella leggenda: la tradizione ligure la vuole fondata intorno al IV secolo da tre ladroni provenienti dalla Francia occitana che, trovata una via di scampo dalle guardie che li inseguivano attraverso la Gola dell'Incisa, si rifugiarono nel luogo dove ora sorge il borgo di Buggio. I tre ladroni decisero di fondare un piccolo paese a cui diedero il nome di buccio (termine preromano che significa Vitello), che in seguito fu mutato fino a giungere a quello attuale.
Giuseppe Siccardi, discendente del Conte Agostino Siccardi da Buggio, fu Ministro della Giustizia del Regno di Sardegna dal 1849 al 1851, anno in cui tornò in magistratura come Presidente di Cassazione.

A Pigna è anche presente un rinomato Hotel e Centro termale, "Pigna antiche Terme".

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